mercoledì 21 agosto 2013

Escursione notturna ...

Luna piena, perfetta per dei piccoli esploratori
Gita in agriturismo,
quale location migliore per sperimentare una micro escursione notturna? Sembra una cosa talmente facile, banale ... che non la facciamo mai!
Basta però provare una volta, per renderci conto di quante emozioni, sensazioni, esperienze, priviamo i nostri figli per la nostra pigrizia! Lo dico a me in primis, perchè le scuse "fa' freddo", "è pericoloso", "ma dove lo porto" ... proprio non reggono! E' solo questione di pigrizia, specie con un gruppo di bimbi piccoli, per cui pochi metri da esplorare al buio sono già un'Avventura, con la A maiuscola!
Dico "agriturismo location perfetta", perchè ci permette di accantonare ogni nostro (fondato o infondato) timore. L'ambiente è circoscritto, controllato, ma sufficientemente vario e abitato (da fauna di ogni genere) per essere avventuroso.
L'elemento che rende l'escursione indimenticabile, è il buio, elemento a cui ne' noi ne' i nostri figli siamo più abituati. Elemento che non conosciamo, ed in cui le cose note diventano improvvisamente ignote. La nostra presenza di adulti è fondamentale per contenere le sensazioni dei cuccioli in questo nuovo ambiente, per presentarglielo come amico e non come fonte di paura (niente lupi, orchi, mostri, se i bimbi ne scorgeranno qualcuno sarà anzi importante mostrargli la vera, innocua, natura del mostro). Sarà un'avventura indimenticabile!
La nostra è nata così, dicevo, gita in agriturismo e proposta, dopo cena, di esplorare i dintorni (già ampiamente scorrazzati dai bambini del gruppo durante il giorno) di notte! Gruppo composto da 4 cuccioli d'uomo, da 1,5 a 7 anni; superficie esplorata nell'ordine dei 300 metri, niente di più. Si parte dalla piscina, forse perchè è il posto più illuminato, o perchè sembra un posto magico, con l'acqua che rimanda i riflessi di piccole luci sommerse. Lì la prima avventura, attirata dalle luci nella piscina è finita un'enorme falena, che si fa'? Ovviamente i piccoli eroi si sperticano per salvarla, con un rametto la avvicinano al bordo e la pescano. Osserviamo l'insetto, con reazioni varie di iniziale timore, anche ribrezzo, che vengono però superate dalla curiosità. Prima che questa divenga pericolosa per la falena, decidiamo di metterla in salvo in un vaso, per vedere se il giorno dopo sarà ancora lì o no, e di proseguire l'escursione (ndr: la mattina dopo abbiamo ritrovato la falena un po' stropicciata ma viva nel vaso, e l'abbiamo messa su un ramo).
La nostra enorme falena il giorno dopo: stropicciata ma viva
Facendo il giro del casale, nano piccolo si inchioda terrorizzato da qualcosa che intravede dietro una grata, cerco di capire cosa sia, dato che vedo solo un'enorme tubo di alluminio, forse il pezzo smontato di una grossa cappa da cucina... effettivamente è proprio quello a spaventare nano piccolo. Gli spiego che è un tubo, che non c'è da avere paura. Giustamente, non avendo, ad un anno e mezzo, molti riferimenti su tubi e cappe, non si tranquillizza, anzi lo indica e dice "bubo, pura!" (ovvero: ho una dannata paura di questo tubo, io non mi ci avvicino!). Effettivamente dall'angolazione di nano piccolo, lì nel buio dietro una grata di ferro ... il "bubo" può sembrare un drago inquietante e, se è stato chiuso in una prigione, tutto fa' pensare che sia anche feroce! Lo tranquillizzo, gli spiego che è finto e che domani alla luce lo andiamo a vedere per bene, intanto chiedo agli altri esploratori di far coraggio a nano piccolo, prendendolo per mano per superare insieme il feroce "bubo"! (ndr: il giorno dopo siamo andati tutti a vedere il bubo, ci ha messo un po', ma anche nano piccolo si è convinto che era finto, immobile e che probabilmente non era un drago).
La vera magia, però, la sperimentiamo di lì a poco, sul retro del casale: lucine che si accendono e spengono ... le lucciole!!! Nessuno dei miei piccoli esploratori le aveva mai viste, ed anche io credo di averle viste al massimo una decina di volte nella mia vita troppo urbana. Lo spettacolo è così bello che il vociare concitato dei nani eccitati, che aveva finora accompagnato l'escursione, si quieta per un paio di minuti, tutti persi nell'irreale accendersi e spegnersi di tante luci. Poi di nuovo si apre il fiume di domande: "sono fate?", "no, sono lucciole, piccoli insetti che, se li prendete, nemmeno sembrano un granchè, marroncini e piccoli", "come quelle che usano Robin Hood e Little John, che le chiudono nella sfera magica?" "si, proprio quelle" (mi arrendo: ormai è la regola che i riferimenti al mondo della natura passino dai cartoni animati, cerco di farmene una ragione, meglio questi riferimenti che nulla).
Little John con una finta sfera magica con dentro le lucciole
  Dopo questa esperienza visiva, ci abbandoniamo a un'avventura uditiva, ci accorgiamo dei suoni che prima non avevamo notato, presi dall'eccitazione per la gita: un rapace notturno (un gufo, una civetta? bho, qualcosa di simile, ci sarebbe voluto il mio amico Daniele, infallibile esperto di versi di uccelli!), una ranocchia, dei grilli ... ascoltiamo ancora un po', poi si è fatta l'ora di rientrare ai nostri alloggi, salutiamo il "bubo" e la falena, quando ci passiamo davanti e gli promettiamo di andarli a vedere l'indomani.
Dicevo: totale 45', percorso di 300 metri ... esperienze e sensazioni indimenticabili per 4 cuccioli d'uomo (ed anche per me, che ancora mi dico: ci impicchiamo nella ricerca ossessiva del "tempo di qualità", quando basta così poco!).

venerdì 26 aprile 2013

P ... primavera e papaveri


Papaveri e nani
E' immediato: vederli lì nel verde del prato .... e ritrovarsi a cantare "lo sai che i papaveri son alti alti alti, e tu sei piccolino sei nato paperino, che cosa ci vuoi far, che cosa ci vuoi faaar!".
Sono talmente rossi, quasi sfacciati, che è impossibile ignorarli!
Per nano piccolo sono una new entry, questi cosi molleggiati che spuntano dall'erba, li guarda prima dubbioso, poi gliene colgo uno e glielo porgo. Sembra piacergli, ne accarezza i petali setosi e, subito, li stacca. Tempo 3 secondi ed il papavero non ha più petali, usati come coriandoli ... mentre le dita del nano si sono annerite col polline del fiore. Ricordo allora il gioco che mio papà ci faceva fare coi papaveri, e glielo mostro. Con il "cuore" del papavero, si fa' un timbro, pigiandolo forte sulla manina. A seconda di quanto è maturo il fiore, rimane sulla pelle un segno più o meno scuro, con sù una crocetta.
Ai nani piace molto questo gioco, ed il grande vorrebbe timbrare il fratello sulla fronte. Infastidito il piccolo dopo un po' torna a raccogliere petali, li tira in aria, li guarda svolazzare al vento e poi li raccoglie di nuovo. Evidentemente decide che sono bellissimi, perchè ne riempie il portabiberon del suo triciclo per portarseli a casa.
Nano grande i papaveri un po' se li ricorda, già la primavera scorsa cantavamo insieme l'immancabile canzone; quest'anno però, in piena età dei "perchè", è una raffica di domande.
Dal prato ne raccoglie subito uno, per portarlo al papà. Lo coglie e rimane un attimo sorpreso, perchè questo è davvero un papavero lungo, sarà sui 30 cm. Mi chiede "mamma, perchè è alto?" ... ovviamente rispondo (ringraziando di cuore Nilla Pizzi e Orietta Berti, perchè la laurea in agraria non ti prepara a queste domande!): "perchè i papaveri sono alti alti alti!". Altrettanto ovviamente il nano concorda che questa è la risposta giusta, e corre a portare il trofeo al papà. E' più delicato del fratello, ed il papavero alto alto arriva effettivamente indenne fino al papà.
Sul bordo della strada troviamo un altro fiore che in questo periodo invade i campi, esplodendo con la sua fioritura: la borragine, che colora di azzurro i margini delle strade. Nano grande me la indica ed esclama: "guarda mamma, i papaveri blu!". Giusto, papaveri blu: anche la borragine è sfacciata proprio come i papaveri, esplodendo in colori da un giorno all'altro in questo modo! Gli dico che è un'altra pianta, gli dico più lentamente il nome e lui lo ripete incuriosito, due o tre tentativi, e lo dice giusto. Gli racconto però che punge un po', e deve stare attento a toccarla. Poi guardiamo insieme il via vai di api che vanno a nutrirsi sui suoi fiori ... veramente tante. E ricominciamo coi perchè sulle api, sul rumore che fanno, sul polline, sul perchè la pianta punge ... non ci sono canzoni digressive sulla borragine a salvarmi... perciò mi appello di nuovo a "lo sai che i papaveri ...", che come sempre trascina i nani e cantando stonati il ritornello ce ne torniamo a casa per la cena.


martedì 5 marzo 2013

P di polline ed A di ape

Insperata fortuna ... perchè non è così facile "vedere" il polline in tutta la sua generosità e diffusione! A passeggio lungo una siepe di conifere, ne vedo le piccole pigne sui rami e ricordo quanto da piccoli, a me e mio fratello, piacesse...tirarcele. Le pignette tondeggianti, proprio come palline, quando sono ancora verdi sono piuttosto dure ed hanno un buonissimo odore balsamico; quando maturano, invece, divengono legnose e leggere...perfette per un innocuo tiro al bersaglio.
Alla scoperta del polline
Decido di mostrare a nano grande questi divertenti oggetti, di cui la siepe che abbiamo davanti è piena.
Quando però vado a staccarne uno dalla pianta...sorpresa...allo staccarsi della pigna dal ramo...ci avvolge una nebbiolina gialla ... eh sì, perchè era giusto il periodo in cui dai piccolissimi rametti della pianta, dalle cime gialle per l'occasione, il polline maturo inizia a diffondersi ad ogni alito di vento ... solo che la nostra azione è stata più energica di un colpo di vento ... e abbiamo causato una bella nuvola gialla! Ci riprendiamo dall'inaspettata sorpresa e ... decidiamo che questo è addirittura più divertente che tirarsi i frutti addosso!
Nano grande è affascinato dal fenomeno, si appende subito ad un ramo scuotendolo ... e di nuovo letteralmente ci investe la nuvola gialla. Proviamo e riporviamo sui rametti che abbiamo vicino questo esperimento, accompagnati anche da nano piccolo, che si dedica ai rami più bassi; approfitto per spiegare loro a cosa serve il polline e quanto sia utile.
Ci sgrulliamo di dosso il polline e ci incamminiamo di nuovo, ma fatti appena pochi passi sul praticello, notiamo del movimento... sono delle api che, nonostante per loro faccia ancora un po' freddo, volano indaffarate da un microfiore azzurrino di veronica all'altro. Sono insolitamente lente, un po' per il freddo probabilmente, ma un po' perchè hanno le zampe piene di polline!
Chiamo entrambi i nani: siamo proprio fortunati oggi, non capita spesso di osservare delle api così da vicino.
Nano piccolo è affascinato dal rumore che gli ho imitato (bzzzbbzzz) e che ora riconosce e ripete quando l'ape si alza in volo, accompagnato ogni volta dal gesto minaccioso di un dito che infilza il dorso della mano e dal suono piccche ... dovuto al fatto che gli  ho ricordato che è meglio non toccare l'ape, perchè potrebbe pungere.
Nano grande se lo ricorda bene,  poverino, l'estate appena trascorsa ha avuto tre incontri (troppo) ravvicinati  con delle vespe, e le api ovviamente gliele ricordano. 
Però vedo che è tranquillo, le vede indaffarate a fare altro e mi domanda cosa facciano.
Glielo spiego e gli faccio notare le zampette cariche di polline, lo stesso che ci aveva coperto poco prima, mentre giocavamo con i rami;  inseguiamo per un po' le api cercando di far loro una foto da far vedere a papà quando rientra dal lavoro.
Il viaggio di ritorno in macchina è tutto un bzbzbzbzbbbbzzzz ed uno svolazzare di manine ... la prossima volta che proporrò loro di assaggiare del miele devo ricordargli di questa avventura.

sabato 9 febbraio 2013

V di vermi ... che poi erano lombrichi



Un covo di vermi!!!
Incredibile sorpresa ... quasi un "inno al disordine"! Ebbene sì, sotto la piscina gonfiabile dei nani, abbandonata sgonfia in un angolo a ridosso del nostro piccolo giardino da diversi mesi (ehm, da settembre, almeno) nano piccolo ha trovato UN COVO DI VERMI!!!!
Non vermi qualsiasi, ma utilissimi lombrichi! (però per i nani qualsiasi cosa strisci sul terreno rientra nella categoria "verme"). Ne ho contati almeno 30, piccolini e tutti ammucchiati. Più uno "gigantesco" come ha detto nano grande, quando è accorso anche lui a vederli.
I lombrichi mi sono sempre stati simpatici ... sarà l'imprinting dell'Ape Maia vista da piccola, in cui c'era il lombrico Max, un gran simpaticone ... o gli studi successivi che me ne hanno fatto apprezzare le doti agronomiche (i lombrichi apportano fertilità ai terreni) ed addirittura sociali ... fatto stà che i piccoli aiutanti dell'orto, evidentemente, hanno eletto la nostra piscina dimenticata a hotel di lusso per passare l'inverno; diciamo che è un esempio di caos creativo!
Nano grande ormai ha confidenza con i simpatici lombrichi, nano piccolo no. E' incuriosito e insiste per guardarli, ma prenderli in mano, proprio no! Quei cosini lunghi lunghi che si divincolano, sono pure un po' freddi e umidicci ... in mano non li vuole proprio. Rimane però ipnotizzato a guardarli e, su sua richiesta, solleviamo il telo di plastica per vederli almeno una ventina di volte.
Micro lombrico infreddolito
Effettivamente prendere i lombrichi non è cosa facile, specie per un bambino di un anno e mezzo. Richiede dimestichetìzza con la motricità fine, serve una presa delicata e sicura ed un buon coordinamento tra occhio e mano, per individuare il momento "giusto", in cui il nostro caro anellide è fermo o disteso... perchè appena lo si tocca sfugge in un batter di ciglia, accorciandosi o deviando in tutt'altra direzione. Poi, quando si riesce ad afferrarlo...si scopre che è in continuo movimento, si allunga e si accorcia, percorso da onde propagate in ognuno dei suoi tanti segmenti ... e si scopre anche che è freddino ed umido ... ecco, non è proprio il massimo, posso capire le perplessità di nano piccolo!
Nano piccolo osserva i lombrichi
Nano grande invece è coraggioso, li prende in mano (quelli piccoli ... quello gigantesco lo intimorisce un po') e rimette sotto alla piscina quelli che sono strisciati fuori dopo il nostro disturbo. Anche se animato dai migliori propositi ... con uno è troppo irruento e, ops, ... lo rompe in due pezzi. Per fortuna i lombrichi hanno risorse da supereroi, e le sue due metà proseguono a divincolarsi, ognuna per la sua strada. Provo a spiegare questo straordinario potere dei lombrichi a nano grande, che la prende però come una cosa ovvia (speriamo non applichi lo stesso concetto con animali più evoluti, fratello compreso,...speriamo), gli propongo però di essere più delicato, perchè se il lombrico rimane intero è meglio, ha bisogno di molte energie e di essere in forma per superare l'inverno!
Nano grande si ricorda che i lombrichi piacciono molto alle galline ed ai vermi, e si fa' raccontare di come i pescatori li usino per acchiappare i pesci.
Dal giorno della scoperta, ogni volta che usciamo in giardino, nano piccolo va' a verificare che i vermi siano ancora sotto la piscina! Nano grande c'è rimasto male perchè quello gigantesco ha preferito cambiare posto ... troppi scocciatori lì!

venerdì 8 febbraio 2013

Un libro: l'arte del camminare

La copertina de "L'arte del camminare"
... e l’arte di camminare con i bambini.
Riprendo qui l'interessante citazione ripresa dalla newsletter "Il Cammino" e tratta dal libro "L'arte del camminare"  di Luca Gianotti. Questo numero della newsletter è dedicato al camminare con i bambini e, visto che gli articoli sono uno più bello dell'altro, vi invito a leggerlo qui.
Lo riprendo così com'è perchè non saprei esprimere meglio di così il concetto; il camminare con i bambini e tutto fuorchè la meta. e lo scoprirete appena proverete a camminare con loro. L'uscita sarà ogni volta una scoperta, perchè saranno i dettagli a guidarla e non sempre seguirà un sentiero ... ma qui è spiegato tutto!

Il bambino non è un piccolo adulto.
Dobbiamo ricordarcelo ogni volta che vogliamo coinvolgerlo e avvicinarlo al camminare. Quando noi eravamo bambini, i nostri genitori e i nostri educatori ci proponevano un approccio al camminare di stile “alpino”, si partiva in auto dalla città o dalla pianura dove molti vivevano, per arrivare alla montagna, si iniziava a camminare con l’obiettivo di arrivare a una meta, un rifugio o una cima, e poi tornare indietro. Il bambino era stanco o piangeva? Lo si incoraggiava, lo si incentivava con promesse e dolcetti, lo si caricava sulle spalle del papà, insomma, il risultato di queste vacanze in montagna era che a molti della mia generazione è cresciuto il rifiuto del camminare, e arrivati all’adolescenza si sono finalmente liberati da questo “obbligo”.

Se decidiamo di portare i bambini a camminare, prima di tutto rilassiamoci.
Un bel respiro, e abbassare di molto le aspettative. Scordiamoci l’escursione impegnativa, la prestazione disintossicante, la meta.
I bambini vogliono la magia, e la natura è ricca di magia.
I bambini decidono loro quando camminare e quando fermarsi. Non sono interessati alla meta, la loro meta è il qui e ora, ogni sasso, ogni rametto, ogni distrazione è motivo di sosta e di gioco. Assecondiamoli. Siamo lì per loro. È inutile cercare di “imbrogliarli” promettendo loro il premio (il dolce quando arriviamo al rifugio), siamo noi che dobbiamo smetterla di vivere nel futuro, hanno ragione loro, il camminare è qui, in questo momento, e non è là, tra un’ora, al rifugio, che neanche sappiamo se esiste ancora.
(da “L’arte del camminare” di Luca Gianotti, Ediciclo, 2011, pag. 83)

mercoledì 6 febbraio 2013

C di coccinella



L'incanto della coccinella a febbraio
Che meraviglia, vederla lì sull'erba ai primi giorni di febbraio, una goccia rossa in un mare verde brillante! Subito siamo corsi a guardarla e, preso coraggio, nano grande si è offerto di prenderla in mano. Ovviamente la coccinella aveva altri programmi e si è tuffata nell'erba esibendosi nella cosiddetta tanatosi, la tecnica difensiva con cui l'insetto si finge morto per sottrarsi ai predatori. Ma noi non ci cadiamo ... e la prendiamo ugualmente perchè è troppo bella per non guardarla da vicino! Spiego a nano grande come prenderla senza farle del male ... e sperando che la coccinella non si esibisca anche nell'emafrorrea (altra tecnica difensiva con cui l'insetto emette delle goccioline di liquido dall'odore e dal sapore nauseabondi, per dissuadere gli eventuali predatori dal mangiarla). La coccinella si ambienta quasi subito sulla manina che, anche se un po' timorosa, si fa' esplorare.
Nano piccolo ci osserva combattuto, vuole guardare l'insetto, ma non si fida a toccarlo, tantomeno a farsi passeggiare addosso da quella cosetta rossa che corre su e giù! Vuole però che il fratello la prenda e, appena la coccinella cade nell'erba, insiste perchè la riprenda.
Quando la piccola saetta rossa si avventura sulla manica e poi sulla schiena di nano grande, che non si aspettava tanta iniziativa da un insetto così piccolo ... nano piccolo fa' l'espressione eloquente "lo sapevo, io, che non c'era da fidarsi di quel coso!"
La coccinella nell'erba
Riprendo la fuggitiva e la metto sulla manina del nano.
Dopo un po' la coccinella si stanca dell'esplorazione del cucciolo d'uomo, e ci mostra le sue insospettabili alucce nere, che teneva ben nascoste sotto le elitre rosse e nere... quante sorprese in una cosetta così piccina!
 Fa' un voletto sulla manica e poi ci saluta, tornando su un filo d'erba.
Decidiamo di lasciarla andare, la ringraziamo per essersi fatta guardare così da vicino, le auguriamo buona giornata e ce ne torniamo anche noi a correre nell'erba!

lunedì 4 febbraio 2013

A ... agrinido e agriasilo

Eccoci,
tra gennaio e febbraio alle prese con i moduli di iscrizione alla scuola materna per il nano grande, poi sarà il turno dei moduli per il nido per il nano piccolo.
Agrinido di Qualità - Regione Marche
Eccoci alle triangolazioni per intercettare le "scuole giuste", dove in cima alla classifica non c'è quella con il miglior approccio/programma pedagogico...ma quella in cui sia più plausibile ottenere un posto, che ci dia il maggior punteggio (perchè ricade nel municipio o, dove li hanno concordati, nel fantomatico bacino d'utenza), che garantisca l'orario per noi più confacente, che si trovi su una delle direttrici che papà, mamma, nonni o zii si trovano a percorrere per andare al lavoro, e che non implichino deviazioni improponibili ...
Nella folle routine della capitale, passano così in secondo piano cose importanti: Com'è il posto dove nostro figlio rischia di passare anche 7 ore della sua giornata? Che approccio pedagogico pensano di usare gli educatori? C'è un programma che guiderà la sua esperienza educativa? e non ultimo ... Lo spazio esterno, oltre ad essere previsto, sarà anche effettivamente utilizzato; oppure aula, corridoi e mensa saranno gli unici spazi (chiusi) in cui trascorrerà il tempo?

... Sarà che il primo posto in vita mia in cui ho dovuto indossare dei calzari (quei copriscarpa di plastica blu, che ci fanno mettere prima di entrare nelle stanze del nido o dell'asilo) è stato un ... allevamento di polli ... ma non posso fare a meno di paragonare questi due sistemi: "bambini al chiuso" e "polli/galline da allevamento" ... :-P
Sarà pure che per entrambi la normativa prevede i metri quadri che deve avere lo stabile, la dimensione dello spazio esterno, la superficie con finestre ... le similitudini sono diverse, e comprendono anche il ricorso fisso agli antibiotici, l'uso di integratori alimentari/vitamine/vaccini, disinfettanti aggressivi e paura dell'ingresso di "agenti esterni" che possano portare microbi.
Comunque, quando devo comprare le uova, cerco di scegliere quelle di galline che hanno avuto la possibilità di pascolare a terra (tipologia "0" o "1", ovvero biologiche o allevate all'aperto)... e cerco di applicare lo stesso principio nella scelta dell'asilo ...
Delle due scuole che ho individuato per presentare domanda, una ha dei graziosi cortiletti esterni micronizzati (tipo 4 metri per 4) con della bella erba verde, ed una piccola sabbiera ciascuno; l'altra ha uno spazio più grande (tipo 5 metri per 10), con dei giochi ma senza un filo d'erba, tutta terra battuta. Il colpo d'occhio premierebbe la prima...ma, lo stato dell'erba, verdeggiante e immacolata...mi fa' pensare che mai piedino di bimbo l'abbia calpestata, non credo che lo spazio sia utilizzato per prendere una boccata d'aria. Nell'altro caso, l'affermazione della maestra "li facciamo uscire appena c'è un raggio di sole" risponde sicuramente a verità, molti piedi di bimbi hanno calcato quel suolo ... punto a favore, anche se l'approccio pedagogico mi è sembrato meno chiaro, un po' "fatto in casa".
Progetto Sperimentale Agrinido di Qualità - indice
Così, compilo i miei moduli ... e provo un bel po' di invidia per le mamme della Regione Marche ... certo non per tutte, ma per un po' di loro, sicuramente! Sono le mamme che possono scegliere di mandare i loro bimbi in un agrinido! Da gennaio 2012, infatti, le Marche hanno avviato un Progetto Sperimentale per l'Agrinido di Qualità, e stanno costruendo un servizio educativo all'infanzia innovativo e di alto livello. L'esperienza pilota è stata l'Agrinido "L'Esperienza" a Pievebovigliana (MC) e dopo solo un anno si è arrivati a 5 agrinidi ("Della Natura" ed "Ippolandia" su Macerata, "Ad Ogni Passo" su Pesaro Urbino ed "Arca di Noè" su Fermo). Si tratta di asili nido, rivolti a bimbi tra 0 e 3 anni, all'interno di aziende agricole. La vita dell'azienda diviene parte integrante delle esperienze educative dei bambini, come pure i prodotti agricoli delle aziende, divengono parte integrante dei pasti consumati durante il soggiorno al nido. Per avere un'idea più immediata di cosa possa essere l'esperienza di un agrinido, e per respirarne la differenza rispetto ad un "convenzionale" nido, invito a visitare la pagina facebook di Agrinido Regione Marche, dove le foto del diario spiegano più di mille parole!
Il percorso di qualità intrapreso dalla Regione Marche sta' consolidando efficacemente quello che per la maggior parte delle mamme italiane (me per prima) è ancora un sogno, ma che esperienze vivaci e innovative come quelle de i Piccoli Frutti (CR) o della Piemontesina (TO) e degli altri agrinidi e agriasili che stanno nascendo in Italia, ci fanno intravedere e sperare di poter presto considerare un'alternativa comune e diffusa sul territorio, specie se gli Amministratori, come accaduto nelle Marche, guidano la passione, le competenze e l'entusiasmo degli agricoltori e degli educatori che decidono di investire in questa impresa.

martedì 29 gennaio 2013

E ...erba, erbaccia, erbetta

...Si fa' presto a dire 'erba'!
Mattina, ore 10, sento la mia voce che dice: 'nani! Non mettete i piedi sull'erba, camminate sul vialetto!' E sì, perchè l'erba è ancora bagnata dalla notte e non si asciugherà prima di un bel po'... però l'ordine che ho impartito è decisamente insensato ... è come chiedere a un fiume di scorrere al contrario ...
Ok, correggo l'ordine in un più realistico: "nani, venite a mettervi gli stivali, così poi uscite sull'erba!". Meglio, i nani accorrono subito festanti, gli piace da matti mettersi le calosce!
Usciamo sul piccolo pezzetto di prato davanti casa, dove l'erba è ormai sufficentemente alta per arrivare alle ginocchia dei nani...è un giardino piuttosto "selvatico", nel senso che non gli dedichiamo molto tempo e cresce un po' come gli pare ...
Sovrappensiero, mi metto a togliere gli steli secchi rimasti sulla pianta di lavanda, la cosa non sfugge a nano grande, che subito viene ad aiutarmi e... strappa a piene mani ciuffi di lavanda ... nooooo!!! ecco, la lavanda era una delle poche piante del nostro giardinetto incolto ad avere un aspetto decoroso ... Dico, "nano, non si strappa così la pianta, non è un'erbaccia!", risposta serafica "tu toglievi l'erba, ti aiuto pure io".
La lavanda in piena fioritura questa estate, visitata da farfalle ed api
Giusto, è arrivato il momento di una lezione sulle erbe. Provo a far vedere le erbacce (abbondanti) lì intorno, spiego che l'ortica la togliamo perchè pizzica, le altre erbacce perchè tolgono spazio a piante che ci piacciono di più o ci sono più utili. La lavanda piace alla mamma perché fa' bei fiori azzurri, che piacciono molto anche alle farfalle e che profumano tantissimo. Non lo sto' convincendo, infatti torna a strappare la lavanda. Provo di nuovo: "nano, annusati le mani, senti che buon profumo ha questa pianta?" effettivamente annusa ... allora decido di salvare la lavanda ... e sacrificare il rosmarino ... che almeno è più resistente ... lo distolgo verso la vittima prescelta ..."nano, vieni ad annusare quest'erba qui, ora". A nano grande piace queso gioco degli odori, nano piccolo invece è occupato a rincorrere il gatto; annusiamo insieme le nostre mani dopo che hanno accarezzato il rosmarino (che è molto legnoso e non si fa' strappare facilmente!), poi passiamo all'alloro, alla salvia ed al limone, sorprendente l'odore che emana una foglia di limone spezzata!
La lavanda ora, in veste invernale
Gli spiego che molte di queste erbe profumate le usiamo per cucinare. Arriviamo all'erbetta, il nostro prezzemolo rachitico e stentato che però si ostina ancora a sopravvivere ammassato in un vaso. Raccogliamo insieme un po' di quell'erbetta bruttina ma profumata, e decidiamo di usarla per il pranzo.
Le nostre mani profumano di un sacco di cose, ogni erba ha il suo odore, ci sono anche erbe che puzzano. Ogni erba ha una sua consistenza, la lavanda e la salvia sono vellutate, il rosmarino duro e un po' aguzzo, il limone e l'alloro cuoiosi, il prezzemolo quasi inconsistente e l'erba del prato gentile e ancora bagnata nei punti all'ombra, ... una lavanda "scapigliata" ci è valsa un bel po' di sensazioni e di esperienze visive, tattili e olfattive!

domenica 20 gennaio 2013

D come dolce ...

... ciambellone, nella fattispecie.
Oggi decido che piove troppo e non ce la faccio ad affrontare un'escursione ... però è un'ottima occasione per occupare i nani in un'attività creativa e sporchevole anch'essa: la cucina!
E così, dopo aver ragionevolmente sgomberato lo spazio sacrificale (circa 2m per 2m... troppo pochi, ma quelli abbiamo), appronto:
- micro grembiuli da cucina; sarebbero meglio i grembiuli plastificati per attività, ma sono ancora stesi ad asciugare
- tavolo in plastica di altezza nanica (non ringrazierò mai abbastanza l'ikea per averli diffusi)
- ricetta facile facile (appena trascritta sotto accurata dettatura telefonica di Nonna S ... cosciente delle mie scarse doti culinarie e scettica che possa essere un'attività che una persona sana di mente intraprenderebbe coi due nani): il ciambellone bianco e nero! Quando eravamo piccoli e lo faceva la nonna a me e mio fratello piaceva da pazzi "aiutarla" leccando mestoli, fruste e cuccumelle! :-)
- vari contenitori infrangibili
- 2 fruste
- 2 passini (non servono per la ricetta, ma come diversivo in casi estremi ... non sono appuntiti/pesanti e esercitano, chissà perché, un effetto calamita sull'attenzione dei nani)
- vari cucchiai
- 1 bicchiere dosatore (ahinoi, risulterà essere vittima sacrificale dell'esperienza...Mamma :-P e nani ne danno il triste annuncio: si è infranto dopo che nano piccolo, colto da improvvisa e incontenibile necessità di sperimentare la forza di gravità, ... l'ha lanciato giù dalle scale)
- farina
- zucchero
- uova (i nani non aspettavano altro ... la cerimonia di rottura delle uoouuuo, come dice nano piccolo quasi slogandosi la lingua nello sforzo, è un must!).
- sorriso complice ed entusiasta che accompagna la frase "Bambini, vi va' di aiutarmi a fare una torta???"
"Siiii!" si comincia!
Nano Pasticceri
Primo rompere le uova, ci pensa nano grande in un contenitore infrangibile, nano piccolo è incaricato di buttare i gusci nel nostro "secchio dei vermi" (che sarebbe il secchio dell'umido, che poi va' in compostiera ... che per noi è la "casa dei vermi").
Mentre togliamo i pezzi di guscio caduti tra le uova, disquisiamo sul perchè li togliamo; nano grande non la ritiene pratica necessaria neanche quando gli spiego di nuovo da dove vengono le uova, e che il sedere delle galline non è proprio pulitissimo. Si convince un po' di più quando gli dico che sono duri e ci darebbero fastidio ai denti.
Comunque, riusciamo a togliere tutti i gusci. Ora dobbiamo sbattere le uoouuuo con lo zucchero: armati di fruste i nani spargono in giro un po' di composto. Il recipiente dai bordi molto alti, comunque, aiuta a contenere danni peggiori. Continuo io a sbattere le uova e metto i nani a misurare lo zucchero: con il cucchiaio lo pescano dal sacchetto e lo mettono nel bicchiere dosatore fino al punto che gli indico con un pezzetto di nastro adesivo (quello da carrozziere, prezioso alleato in molte attività per nani). Serve solo un pccolo aggiustamento (in difetto) da parte mia, sono stati bravi! Ora travasiamo lo zucchero nelle uova e via giù a sbattere di nuovo, prima loro, poi intervengo io perchè si sono stancati e hanno sporcato un bel po'.
Ora tocca alla farina, li rimetto a misurare, cambiando il punto del nastro adesivo. A nano grande, che è della vergine e molto preciso, piace un sacco riempire i contenitori ... a nano piccolo piace rovesciarli. Quando sono freschi e collaborativi va' tutto abbastanza bene ...ora però iniziano ad essere stanchi ... perciò mi aspetto di tutto. Quando il grande è a buon punto, il piccolo svuota per terra la farina. Tutto previsto! Rendo il dosatore al grande e fornisco il piccolo di un contenitore tutto suo, in cui mettere la farina che raccoglie da terra col cucchiaio. I travasi hanno sempre il loro fascino. Nel farlo però nano piccolo mangia almeno due cucchiaiate intere di farina...no comment.
Il grande però ha ormai perso l'estro del cuoco e si è dato all'arte ...  con la farina rovesciata sul tavolo stà improvvisando l'interpretazione del lupo ne "Il lupo e i 7 capretti", la sua fiaba preferita del momento: siamo alla scena in cui il lupo, per farsi aprire la porta di casa dai capretti, si cosparge di farina le zampacce nere per farle sembrare le bianche zampette di mamma capra ... E' felicissimo: maniche tirate su e braccia infarinate! Da Oscar!
Finisco io di misurare la farina, ci metto pure il lievito e l'aggiungo all'impasto, cui avevo già aggiunto l'olio (ecco, con l'olio i nani preferisco non coinvolgerli, è al di là delle mie capacità l'idea di rimediare ai danni che ne deriverebbero).
Nano Pasticcioni
 Ormai li ho persi, c'è farina ovunque ed orme di nani imbizzarriti per tutta casa. Tiro fuori i passini e glieli do', tenendoli buoni ancora un po' a spargere farina sul tavolo, mentre ormai finisco io di dividere l'impasto in due ciotole, in una andrà la scorza di limone, nell'altra il cacao. Mostro loro questo "miracolo" della colorazione dell'impasto e glielo faccio assaggiare; nano grande decide che al massimo può assaggiare quello giallo (non è mai stato un goloso), il piccolo si fionda sul cioccolato e riesco a riavere il contenitore solo dandogli da leccare la frusta al cioccolato.
Imburriamo e cospargiamo insieme la teglia di pan grattato e, mentre loro giocano con il pan grattato rimasto (li attrae la consistenza diversa rispetto a quella ormai esplorata della farina) verso i due impasti nello stampo e inforno. Mentre la torta cuoce, via a fare le indispensabili pulizie dello scenario di guerra (... sarebbe stato moolto più facile affrontare un'escursione sotto la pioggia...:-)
Scenario di guerra: scusate la foto mossa... ma davanti a certe scene è difficile mantenere i nervi saldi! :-)
Sgrullo me e i nani dalla farina in eccesso, mi armo di aspirapolvere (menzione d'onore al suo inventore) e a seguire di straccio e detersivo per le chiazze ostinate.
Il divano, prima marrone, ora è completamente bianco: aspirapolvere e pezzetta umida anche per lui. Aspetto di tirare fuori la torta dal forno e via, bagno ai nani!
Concordiamo tutti, papà compreso, che il risultato non è stato malaccio! Anche se nano grande si ostina a mangiare comunque solo la parte bianca :-)

Ciambellone bianco e nero

sabato 19 gennaio 2013

N di ...Ninna Nanna per Sogni Verdi

Con questo post partecipiamo al Contest "Raccontami una storia" del blog Il mondo da scoprire

 
E' una ninna nanna, nata per placare i sonni agitati del nano più piccolo, l'estate appena trascorsa, cullandolo guardando le dolci colline boscose in Sabina ...seppur "fai da te", ha soppiantato "stella stellina" che ci era venuta un po' a noia! :-/


Ninna nanna per Sogni Verdi

Lassù sulla montagna,
tra i pascoli coi fiori,
lì portano i pastori
le greggi a pascolar

Lassù tra il fiume e il bosco,
c'è un posto bello fresco,
da sempre lo conosco
perché son nata lì

Son nata un dì di maggio,
tra fiori e uccelli in festa,
vicino alla foresta
son Quercia e sono qui

Do' ghiande agli animali,
do' l'ombra a chi riposa,
son Quercia maestosa,
da sempre sono qui
da sempre sono qui


venerdì 18 gennaio 2013

C ... come corteccia

... Dopo l'ebbrezza della scoperta dei bastoni, la prossima spedizione all'esplorazione della natura ci fa' imbattere in un tronco, un bel tronco sdraiato di un albero tagliato.
Con un tronco più piccolo incontrato pochi passi prima ho provato a parlare dell'età degli alberi facendo vedere i cerchi da contare ... capisco subito che è troppo presto: il nano grande mi guarda con sufficienza, con la faccia di chi ti crede solo perchè ti vuole tanto bene, ma gli sembra che stavolta stai dicendo cose troppo fantasiose ... il nano piccolo saltella in giro e nemmeno guarda il tronco. Ok, desisto, l'argomento diverrà affascinante tra qualche anno ancora ...

Il tronco grande, però, è un'altra cosa ... subito i nani intravedono le possibilità offerte da questo inatteso regalo: un ostacolo da saltare, un'asse di equibrio e un cavallo da cavalcare, oltre che un'ampia superficie ruvida e, cosa che ha sempre il suo fascino, lercia (il giorno prima aveva piovuto un bel po')  ... nuove frontiere dello sporco estremo ... la disciplina preferita dai nani!
Decido che, visto che tanto portarli a casa più sporchi di così ormai è difficile ... possiamo approfittare della circostanza per scoprire l'affascinante mondo della corteccia! Il tronco è evidentemente lì da un bel po' e la corteccia rimasta si stacca con facilità ... sicchè propongo al nano grande di trovare un bastone e usarlo per sollevare la corteccia ... ora sì che sono il suo eroe! :-) mi perdona immediatamente le fandonie propinate poco prima su cerchi nei tronchi e anni degli alberi e si adopera per cercare un bel bastone!
Ne sceglie uno bello sporco di fango, e procede solerte con il compito assegnato. Disquisiamo prima un po', con le dovute prove pratiche, su cosa vuol dire "far leva" e su quale lato del bastone sia più utile per sollevare la "crosta" .... al nano grande non torna che questa cosa ruvida, che si stacca, non sia una corteccia, come insisto a chiamarla io, ma una crosta, come quelle che ha lui quando cade e si sbuccia il ginocchio. E come dargli torto? C'è una certa logica e un'associazione tra la nostra pelle e quella dell'albero ... eh, i nani ti sorprendono sempre...
Nano piccolo, intanto, cerca anche lui un bastone, prende il primo che gli capita perchè ha fretta di fare quello che vede fare al fratello ... e via: corteccia, sollevati!
... non gli dico niente del microcosmo che andiamo a scoprire, voglio vedere la loro reazione ... non se ne accorgono subito, un po' presi dal sollevamento della corteccia, che in se' da' già tante soddisfazioni, un po' perchè non ci sono troppi ospiti sotto questa corteccia ... ma qualcuno ce n'è ed il guizzo di un centopiedi rosso e velocissimo non è sfuggito al nano grande (il piccolo è troppo immerso nella scoperta del bastone) che rimane perplesso e chiede "cosa era quello?". Gli spiego che era un animaletto, che mannaggia avevamo disturbato rompendogli la casa, e gli parlo del suo buffo nome e di come ora andava a cercarsi un'altra casa. Nano piccolo intanto indica altri insetti emersi sotto un altro pezzo di corteccia, e fa' "uuuuhhuuu" per richiamare la nostra attenzione. Sono tre porcellini di S. Antonio ... non si muovono e, mentre li tocchiamo per capire se sono immobili perchè defunti o perchè svernanti, disturbiamo delle piccole forbicine che si affrettano a buttarsi giù dal tronco ... inseguite dai nani che invano frugano l'erba.
Evidentemente delusi dalla timidezza e dalla fretta degli insetti sfrattati, decidono che la cosa migliore è concedersi un'altra cavalcata sul tronco ... sulla via verso casa parliamo di insetti e casette,  perchè serva un riparo per l'inverno e non solo e di come siamo stati un po' monelli a rompere la casetta di quegli insetti (NDR grazie insetti ... il vostro stoico sacrificio ha contribuito all'educazione dei prossimi custodi del pianeta!)

B: bastoni e Barbapapà nella sabbia


Sabbia e bastoni
I nani, 3 ed 1 anno, maschi, sono in pace con se stessi solo quando hanno un bastone (o qualsiasi corpo contundente che funga da  surrogato ... bottiglie di plastica vuote, rotoli di carta da cucina, riviste arrotolate ... ) tra le mani.
Mamma :-P decide che, invece di trovarsi a sgridare n volte al giorno i nani per l'uso dissennato di tali oggetti, forse è più opportuno permettere l'uso di bastoni, ma di quelli veri, purchè all'aperto. Si parte così all'avventura ... e già, perchè provare a cercare dei bastoni veri in città ... mica è cosa facile!

Allora, i bastoni veri, secondo me, insegnano un bel po' di cose. Intanto, ecco, bisogna trovarli. Poi si scopre che non sono tutti uguali. Hanno colore, forma, peso molto diversi. Sono sporchi o puliti, lisci o ruvidi ... un mondo! Si scopre che si possono adattare alle proprie esigenze spezzandoli (con le mani o aiutandosi con i piedi o le ginocchia), si possono appuntire o "sbucciare". Si deve stare attenti a prenderli perchè qualcuno può pungere o graffiare. Vedo che l'occhio dei due nani, già dopo pochi minuti, diventa bravissimo ad individuare i bastoni ... e siamo solo nella piazzola del parcheggio del parco, che sarà l'ambiente di molte delle nostre scoperte.

Barbabravo: sabbia e bastoni
L'oggetto bastone è divenuto così affascinante che l'uso come corpo contundente per riempirsi di mazzate (gioco in voga tra i due nani appena subentrano noia o stanchezza) è passato in secondissimo piano. Anzi, il grande si offre anche di aiutare il piccolo a trovare un bastone per lui: Bene!
La sorpresa successiva è scoprire che con il bastone si può disegnare sulla sabbia (la piazzola del parcheggio, vivaddio, non è asfaltata ma coperta di sabbia) ... e i piccoli artisti si adoperano coi loro bastoncini a fare righe e righette. Il nano grande, che pure non è molto propenso a disegnare, mi mostra orgoglioso il suo barbapapà (nella foto: come non riconoscerlo!), anzi, mi specifica che è barbabravo, quello azzurro.

Propongo di inoltrarci nel parco, ma ai nani piace troppo trafficare con la sabbia ... così la prima uscita a caccia di bastoni si conclude nel parcheggio e poco oltre ... l'ora di pranzo è vicina ed è meglio correre a casa per mangiare ... altrimenti subentrano fame e stanchezza ... e si ricordano che coi bastoni si possono sempre dare un sacco di mazzate! :-)

A come Attrezzatura!

Prima di partire verso l'esplorazione del mondo esterno con due cuccioli d'uomo di 1 e 3 anni, comprendo che un passo fondamentale è quello della definizione dell'attrezzatura.
Sarà un tema da approfondire, ma i fondamenti li ho già chiari.

Fuori è inverno e, anche se la stagione ci sta' regalando ancora alcune giornate splendide e addirittura calde, per non buscarsi un malanno bisogna uscire con l'attrezzatura giusta, perchè nel verde ci si sporca e, immancabilmente, visto che la statura nanica dei bimbi non li aiuta, ci si bagna almeno fino al ginocchio al primo contatto con l'erba.

Perciò, obbedienti alle parole maestre di Baden Powell 
"Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buona o cattiva attrezzatura!
prima di ogni uscita ci muniamo di:

- giacconi impermeabili
- nano calosce (fondamentali per limitare i danni)
- calzini antiscivolo (più caldi di quelli normali, altrimenti le calosce fanno comunque passare un freddino tutt'altro che gradevole)
- cappelli
- zainetto/busta/secchiello per raccogliere cose strane
- merenda
- acqua
- telo pic nic (impermeabile anch'esso per soste sul prato)
- abbigliamento da strapazzo

A breve, appena li trovo ad un prezzo abbordabile, anche pantaloni impermeabili ... fino ad allora in macchina teniamo un cambio completo di scorta.

Pronti: via!