venerdì 18 gennaio 2013

C ... come corteccia

... Dopo l'ebbrezza della scoperta dei bastoni, la prossima spedizione all'esplorazione della natura ci fa' imbattere in un tronco, un bel tronco sdraiato di un albero tagliato.
Con un tronco più piccolo incontrato pochi passi prima ho provato a parlare dell'età degli alberi facendo vedere i cerchi da contare ... capisco subito che è troppo presto: il nano grande mi guarda con sufficienza, con la faccia di chi ti crede solo perchè ti vuole tanto bene, ma gli sembra che stavolta stai dicendo cose troppo fantasiose ... il nano piccolo saltella in giro e nemmeno guarda il tronco. Ok, desisto, l'argomento diverrà affascinante tra qualche anno ancora ...

Il tronco grande, però, è un'altra cosa ... subito i nani intravedono le possibilità offerte da questo inatteso regalo: un ostacolo da saltare, un'asse di equibrio e un cavallo da cavalcare, oltre che un'ampia superficie ruvida e, cosa che ha sempre il suo fascino, lercia (il giorno prima aveva piovuto un bel po')  ... nuove frontiere dello sporco estremo ... la disciplina preferita dai nani!
Decido che, visto che tanto portarli a casa più sporchi di così ormai è difficile ... possiamo approfittare della circostanza per scoprire l'affascinante mondo della corteccia! Il tronco è evidentemente lì da un bel po' e la corteccia rimasta si stacca con facilità ... sicchè propongo al nano grande di trovare un bastone e usarlo per sollevare la corteccia ... ora sì che sono il suo eroe! :-) mi perdona immediatamente le fandonie propinate poco prima su cerchi nei tronchi e anni degli alberi e si adopera per cercare un bel bastone!
Ne sceglie uno bello sporco di fango, e procede solerte con il compito assegnato. Disquisiamo prima un po', con le dovute prove pratiche, su cosa vuol dire "far leva" e su quale lato del bastone sia più utile per sollevare la "crosta" .... al nano grande non torna che questa cosa ruvida, che si stacca, non sia una corteccia, come insisto a chiamarla io, ma una crosta, come quelle che ha lui quando cade e si sbuccia il ginocchio. E come dargli torto? C'è una certa logica e un'associazione tra la nostra pelle e quella dell'albero ... eh, i nani ti sorprendono sempre...
Nano piccolo, intanto, cerca anche lui un bastone, prende il primo che gli capita perchè ha fretta di fare quello che vede fare al fratello ... e via: corteccia, sollevati!
... non gli dico niente del microcosmo che andiamo a scoprire, voglio vedere la loro reazione ... non se ne accorgono subito, un po' presi dal sollevamento della corteccia, che in se' da' già tante soddisfazioni, un po' perchè non ci sono troppi ospiti sotto questa corteccia ... ma qualcuno ce n'è ed il guizzo di un centopiedi rosso e velocissimo non è sfuggito al nano grande (il piccolo è troppo immerso nella scoperta del bastone) che rimane perplesso e chiede "cosa era quello?". Gli spiego che era un animaletto, che mannaggia avevamo disturbato rompendogli la casa, e gli parlo del suo buffo nome e di come ora andava a cercarsi un'altra casa. Nano piccolo intanto indica altri insetti emersi sotto un altro pezzo di corteccia, e fa' "uuuuhhuuu" per richiamare la nostra attenzione. Sono tre porcellini di S. Antonio ... non si muovono e, mentre li tocchiamo per capire se sono immobili perchè defunti o perchè svernanti, disturbiamo delle piccole forbicine che si affrettano a buttarsi giù dal tronco ... inseguite dai nani che invano frugano l'erba.
Evidentemente delusi dalla timidezza e dalla fretta degli insetti sfrattati, decidono che la cosa migliore è concedersi un'altra cavalcata sul tronco ... sulla via verso casa parliamo di insetti e casette,  perchè serva un riparo per l'inverno e non solo e di come siamo stati un po' monelli a rompere la casetta di quegli insetti (NDR grazie insetti ... il vostro stoico sacrificio ha contribuito all'educazione dei prossimi custodi del pianeta!)

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