sabato 9 febbraio 2013

V di vermi ... che poi erano lombrichi



Un covo di vermi!!!
Incredibile sorpresa ... quasi un "inno al disordine"! Ebbene sì, sotto la piscina gonfiabile dei nani, abbandonata sgonfia in un angolo a ridosso del nostro piccolo giardino da diversi mesi (ehm, da settembre, almeno) nano piccolo ha trovato UN COVO DI VERMI!!!!
Non vermi qualsiasi, ma utilissimi lombrichi! (però per i nani qualsiasi cosa strisci sul terreno rientra nella categoria "verme"). Ne ho contati almeno 30, piccolini e tutti ammucchiati. Più uno "gigantesco" come ha detto nano grande, quando è accorso anche lui a vederli.
I lombrichi mi sono sempre stati simpatici ... sarà l'imprinting dell'Ape Maia vista da piccola, in cui c'era il lombrico Max, un gran simpaticone ... o gli studi successivi che me ne hanno fatto apprezzare le doti agronomiche (i lombrichi apportano fertilità ai terreni) ed addirittura sociali ... fatto stà che i piccoli aiutanti dell'orto, evidentemente, hanno eletto la nostra piscina dimenticata a hotel di lusso per passare l'inverno; diciamo che è un esempio di caos creativo!
Nano grande ormai ha confidenza con i simpatici lombrichi, nano piccolo no. E' incuriosito e insiste per guardarli, ma prenderli in mano, proprio no! Quei cosini lunghi lunghi che si divincolano, sono pure un po' freddi e umidicci ... in mano non li vuole proprio. Rimane però ipnotizzato a guardarli e, su sua richiesta, solleviamo il telo di plastica per vederli almeno una ventina di volte.
Micro lombrico infreddolito
Effettivamente prendere i lombrichi non è cosa facile, specie per un bambino di un anno e mezzo. Richiede dimestichetìzza con la motricità fine, serve una presa delicata e sicura ed un buon coordinamento tra occhio e mano, per individuare il momento "giusto", in cui il nostro caro anellide è fermo o disteso... perchè appena lo si tocca sfugge in un batter di ciglia, accorciandosi o deviando in tutt'altra direzione. Poi, quando si riesce ad afferrarlo...si scopre che è in continuo movimento, si allunga e si accorcia, percorso da onde propagate in ognuno dei suoi tanti segmenti ... e si scopre anche che è freddino ed umido ... ecco, non è proprio il massimo, posso capire le perplessità di nano piccolo!
Nano piccolo osserva i lombrichi
Nano grande invece è coraggioso, li prende in mano (quelli piccoli ... quello gigantesco lo intimorisce un po') e rimette sotto alla piscina quelli che sono strisciati fuori dopo il nostro disturbo. Anche se animato dai migliori propositi ... con uno è troppo irruento e, ops, ... lo rompe in due pezzi. Per fortuna i lombrichi hanno risorse da supereroi, e le sue due metà proseguono a divincolarsi, ognuna per la sua strada. Provo a spiegare questo straordinario potere dei lombrichi a nano grande, che la prende però come una cosa ovvia (speriamo non applichi lo stesso concetto con animali più evoluti, fratello compreso,...speriamo), gli propongo però di essere più delicato, perchè se il lombrico rimane intero è meglio, ha bisogno di molte energie e di essere in forma per superare l'inverno!
Nano grande si ricorda che i lombrichi piacciono molto alle galline ed ai vermi, e si fa' raccontare di come i pescatori li usino per acchiappare i pesci.
Dal giorno della scoperta, ogni volta che usciamo in giardino, nano piccolo va' a verificare che i vermi siano ancora sotto la piscina! Nano grande c'è rimasto male perchè quello gigantesco ha preferito cambiare posto ... troppi scocciatori lì!

venerdì 8 febbraio 2013

Un libro: l'arte del camminare

La copertina de "L'arte del camminare"
... e l’arte di camminare con i bambini.
Riprendo qui l'interessante citazione ripresa dalla newsletter "Il Cammino" e tratta dal libro "L'arte del camminare"  di Luca Gianotti. Questo numero della newsletter è dedicato al camminare con i bambini e, visto che gli articoli sono uno più bello dell'altro, vi invito a leggerlo qui.
Lo riprendo così com'è perchè non saprei esprimere meglio di così il concetto; il camminare con i bambini e tutto fuorchè la meta. e lo scoprirete appena proverete a camminare con loro. L'uscita sarà ogni volta una scoperta, perchè saranno i dettagli a guidarla e non sempre seguirà un sentiero ... ma qui è spiegato tutto!

Il bambino non è un piccolo adulto.
Dobbiamo ricordarcelo ogni volta che vogliamo coinvolgerlo e avvicinarlo al camminare. Quando noi eravamo bambini, i nostri genitori e i nostri educatori ci proponevano un approccio al camminare di stile “alpino”, si partiva in auto dalla città o dalla pianura dove molti vivevano, per arrivare alla montagna, si iniziava a camminare con l’obiettivo di arrivare a una meta, un rifugio o una cima, e poi tornare indietro. Il bambino era stanco o piangeva? Lo si incoraggiava, lo si incentivava con promesse e dolcetti, lo si caricava sulle spalle del papà, insomma, il risultato di queste vacanze in montagna era che a molti della mia generazione è cresciuto il rifiuto del camminare, e arrivati all’adolescenza si sono finalmente liberati da questo “obbligo”.

Se decidiamo di portare i bambini a camminare, prima di tutto rilassiamoci.
Un bel respiro, e abbassare di molto le aspettative. Scordiamoci l’escursione impegnativa, la prestazione disintossicante, la meta.
I bambini vogliono la magia, e la natura è ricca di magia.
I bambini decidono loro quando camminare e quando fermarsi. Non sono interessati alla meta, la loro meta è il qui e ora, ogni sasso, ogni rametto, ogni distrazione è motivo di sosta e di gioco. Assecondiamoli. Siamo lì per loro. È inutile cercare di “imbrogliarli” promettendo loro il premio (il dolce quando arriviamo al rifugio), siamo noi che dobbiamo smetterla di vivere nel futuro, hanno ragione loro, il camminare è qui, in questo momento, e non è là, tra un’ora, al rifugio, che neanche sappiamo se esiste ancora.
(da “L’arte del camminare” di Luca Gianotti, Ediciclo, 2011, pag. 83)

mercoledì 6 febbraio 2013

C di coccinella



L'incanto della coccinella a febbraio
Che meraviglia, vederla lì sull'erba ai primi giorni di febbraio, una goccia rossa in un mare verde brillante! Subito siamo corsi a guardarla e, preso coraggio, nano grande si è offerto di prenderla in mano. Ovviamente la coccinella aveva altri programmi e si è tuffata nell'erba esibendosi nella cosiddetta tanatosi, la tecnica difensiva con cui l'insetto si finge morto per sottrarsi ai predatori. Ma noi non ci cadiamo ... e la prendiamo ugualmente perchè è troppo bella per non guardarla da vicino! Spiego a nano grande come prenderla senza farle del male ... e sperando che la coccinella non si esibisca anche nell'emafrorrea (altra tecnica difensiva con cui l'insetto emette delle goccioline di liquido dall'odore e dal sapore nauseabondi, per dissuadere gli eventuali predatori dal mangiarla). La coccinella si ambienta quasi subito sulla manina che, anche se un po' timorosa, si fa' esplorare.
Nano piccolo ci osserva combattuto, vuole guardare l'insetto, ma non si fida a toccarlo, tantomeno a farsi passeggiare addosso da quella cosetta rossa che corre su e giù! Vuole però che il fratello la prenda e, appena la coccinella cade nell'erba, insiste perchè la riprenda.
Quando la piccola saetta rossa si avventura sulla manica e poi sulla schiena di nano grande, che non si aspettava tanta iniziativa da un insetto così piccolo ... nano piccolo fa' l'espressione eloquente "lo sapevo, io, che non c'era da fidarsi di quel coso!"
La coccinella nell'erba
Riprendo la fuggitiva e la metto sulla manina del nano.
Dopo un po' la coccinella si stanca dell'esplorazione del cucciolo d'uomo, e ci mostra le sue insospettabili alucce nere, che teneva ben nascoste sotto le elitre rosse e nere... quante sorprese in una cosetta così piccina!
 Fa' un voletto sulla manica e poi ci saluta, tornando su un filo d'erba.
Decidiamo di lasciarla andare, la ringraziamo per essersi fatta guardare così da vicino, le auguriamo buona giornata e ce ne torniamo anche noi a correre nell'erba!

lunedì 4 febbraio 2013

A ... agrinido e agriasilo

Eccoci,
tra gennaio e febbraio alle prese con i moduli di iscrizione alla scuola materna per il nano grande, poi sarà il turno dei moduli per il nido per il nano piccolo.
Agrinido di Qualità - Regione Marche
Eccoci alle triangolazioni per intercettare le "scuole giuste", dove in cima alla classifica non c'è quella con il miglior approccio/programma pedagogico...ma quella in cui sia più plausibile ottenere un posto, che ci dia il maggior punteggio (perchè ricade nel municipio o, dove li hanno concordati, nel fantomatico bacino d'utenza), che garantisca l'orario per noi più confacente, che si trovi su una delle direttrici che papà, mamma, nonni o zii si trovano a percorrere per andare al lavoro, e che non implichino deviazioni improponibili ...
Nella folle routine della capitale, passano così in secondo piano cose importanti: Com'è il posto dove nostro figlio rischia di passare anche 7 ore della sua giornata? Che approccio pedagogico pensano di usare gli educatori? C'è un programma che guiderà la sua esperienza educativa? e non ultimo ... Lo spazio esterno, oltre ad essere previsto, sarà anche effettivamente utilizzato; oppure aula, corridoi e mensa saranno gli unici spazi (chiusi) in cui trascorrerà il tempo?

... Sarà che il primo posto in vita mia in cui ho dovuto indossare dei calzari (quei copriscarpa di plastica blu, che ci fanno mettere prima di entrare nelle stanze del nido o dell'asilo) è stato un ... allevamento di polli ... ma non posso fare a meno di paragonare questi due sistemi: "bambini al chiuso" e "polli/galline da allevamento" ... :-P
Sarà pure che per entrambi la normativa prevede i metri quadri che deve avere lo stabile, la dimensione dello spazio esterno, la superficie con finestre ... le similitudini sono diverse, e comprendono anche il ricorso fisso agli antibiotici, l'uso di integratori alimentari/vitamine/vaccini, disinfettanti aggressivi e paura dell'ingresso di "agenti esterni" che possano portare microbi.
Comunque, quando devo comprare le uova, cerco di scegliere quelle di galline che hanno avuto la possibilità di pascolare a terra (tipologia "0" o "1", ovvero biologiche o allevate all'aperto)... e cerco di applicare lo stesso principio nella scelta dell'asilo ...
Delle due scuole che ho individuato per presentare domanda, una ha dei graziosi cortiletti esterni micronizzati (tipo 4 metri per 4) con della bella erba verde, ed una piccola sabbiera ciascuno; l'altra ha uno spazio più grande (tipo 5 metri per 10), con dei giochi ma senza un filo d'erba, tutta terra battuta. Il colpo d'occhio premierebbe la prima...ma, lo stato dell'erba, verdeggiante e immacolata...mi fa' pensare che mai piedino di bimbo l'abbia calpestata, non credo che lo spazio sia utilizzato per prendere una boccata d'aria. Nell'altro caso, l'affermazione della maestra "li facciamo uscire appena c'è un raggio di sole" risponde sicuramente a verità, molti piedi di bimbi hanno calcato quel suolo ... punto a favore, anche se l'approccio pedagogico mi è sembrato meno chiaro, un po' "fatto in casa".
Progetto Sperimentale Agrinido di Qualità - indice
Così, compilo i miei moduli ... e provo un bel po' di invidia per le mamme della Regione Marche ... certo non per tutte, ma per un po' di loro, sicuramente! Sono le mamme che possono scegliere di mandare i loro bimbi in un agrinido! Da gennaio 2012, infatti, le Marche hanno avviato un Progetto Sperimentale per l'Agrinido di Qualità, e stanno costruendo un servizio educativo all'infanzia innovativo e di alto livello. L'esperienza pilota è stata l'Agrinido "L'Esperienza" a Pievebovigliana (MC) e dopo solo un anno si è arrivati a 5 agrinidi ("Della Natura" ed "Ippolandia" su Macerata, "Ad Ogni Passo" su Pesaro Urbino ed "Arca di Noè" su Fermo). Si tratta di asili nido, rivolti a bimbi tra 0 e 3 anni, all'interno di aziende agricole. La vita dell'azienda diviene parte integrante delle esperienze educative dei bambini, come pure i prodotti agricoli delle aziende, divengono parte integrante dei pasti consumati durante il soggiorno al nido. Per avere un'idea più immediata di cosa possa essere l'esperienza di un agrinido, e per respirarne la differenza rispetto ad un "convenzionale" nido, invito a visitare la pagina facebook di Agrinido Regione Marche, dove le foto del diario spiegano più di mille parole!
Il percorso di qualità intrapreso dalla Regione Marche sta' consolidando efficacemente quello che per la maggior parte delle mamme italiane (me per prima) è ancora un sogno, ma che esperienze vivaci e innovative come quelle de i Piccoli Frutti (CR) o della Piemontesina (TO) e degli altri agrinidi e agriasili che stanno nascendo in Italia, ci fanno intravedere e sperare di poter presto considerare un'alternativa comune e diffusa sul territorio, specie se gli Amministratori, come accaduto nelle Marche, guidano la passione, le competenze e l'entusiasmo degli agricoltori e degli educatori che decidono di investire in questa impresa.