venerdì 8 febbraio 2013

Un libro: l'arte del camminare

La copertina de "L'arte del camminare"
... e l’arte di camminare con i bambini.
Riprendo qui l'interessante citazione ripresa dalla newsletter "Il Cammino" e tratta dal libro "L'arte del camminare"  di Luca Gianotti. Questo numero della newsletter è dedicato al camminare con i bambini e, visto che gli articoli sono uno più bello dell'altro, vi invito a leggerlo qui.
Lo riprendo così com'è perchè non saprei esprimere meglio di così il concetto; il camminare con i bambini e tutto fuorchè la meta. e lo scoprirete appena proverete a camminare con loro. L'uscita sarà ogni volta una scoperta, perchè saranno i dettagli a guidarla e non sempre seguirà un sentiero ... ma qui è spiegato tutto!

Il bambino non è un piccolo adulto.
Dobbiamo ricordarcelo ogni volta che vogliamo coinvolgerlo e avvicinarlo al camminare. Quando noi eravamo bambini, i nostri genitori e i nostri educatori ci proponevano un approccio al camminare di stile “alpino”, si partiva in auto dalla città o dalla pianura dove molti vivevano, per arrivare alla montagna, si iniziava a camminare con l’obiettivo di arrivare a una meta, un rifugio o una cima, e poi tornare indietro. Il bambino era stanco o piangeva? Lo si incoraggiava, lo si incentivava con promesse e dolcetti, lo si caricava sulle spalle del papà, insomma, il risultato di queste vacanze in montagna era che a molti della mia generazione è cresciuto il rifiuto del camminare, e arrivati all’adolescenza si sono finalmente liberati da questo “obbligo”.

Se decidiamo di portare i bambini a camminare, prima di tutto rilassiamoci.
Un bel respiro, e abbassare di molto le aspettative. Scordiamoci l’escursione impegnativa, la prestazione disintossicante, la meta.
I bambini vogliono la magia, e la natura è ricca di magia.
I bambini decidono loro quando camminare e quando fermarsi. Non sono interessati alla meta, la loro meta è il qui e ora, ogni sasso, ogni rametto, ogni distrazione è motivo di sosta e di gioco. Assecondiamoli. Siamo lì per loro. È inutile cercare di “imbrogliarli” promettendo loro il premio (il dolce quando arriviamo al rifugio), siamo noi che dobbiamo smetterla di vivere nel futuro, hanno ragione loro, il camminare è qui, in questo momento, e non è là, tra un’ora, al rifugio, che neanche sappiamo se esiste ancora.
(da “L’arte del camminare” di Luca Gianotti, Ediciclo, 2011, pag. 83)

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